{"id":258,"date":"2026-02-01T23:19:00","date_gmt":"2026-02-01T23:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.scienzainfusa.it\/?p=258"},"modified":"2026-02-02T09:46:30","modified_gmt":"2026-02-02T09:46:30","slug":"la-nuova-plastica-che-scompare-naturalmente-nel-tempo-che-stabiliamo-svolta-ecologica-o-nuova-obsolescenza-programmata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.scienzainfusa.it\/?p=258","title":{"rendered":"La nuova plastica che scompare naturalmente nel tempo che stabiliamo: svolta ecologica o nuova obsolescenza programmata?"},"content":{"rendered":"\n<p>a pu\u00f2 esistere una&nbsp;plastica che svolge il proprio compito per poi scomparire&nbsp;quando lo decidiamo noi? Ebbene s\u00ec.&nbsp;Con piccole modifiche chimiche,&nbsp;si pu\u00f2 creare&nbsp;una plastica che&nbsp;funziona bene&nbsp;durante il suo utilizzo&nbsp;e programmare quando&nbsp;farla&nbsp;distruggere naturalmente.&nbsp;\u00c8 questa&nbsp;la&nbsp;nuova scoperta&nbsp;che&nbsp;pu\u00f2 donare a&nbsp;ogni prodotto in plastica una durata adattata al proprio scopo.&nbsp;Ecco che cos\u00ec&nbsp;le confezioni per&nbsp;il&nbsp;cibo da asporto potrebbero&nbsp;durare solo un giorno prima di consumarsi&nbsp;del tutto, mentre le parti di un\u2019automobile&nbsp;potrebbero&nbsp;resistere per anni&nbsp;prima di farlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<br>Il risultato&nbsp;\u00e8&nbsp;stato descritto dalla rivista Nature&nbsp;Chemistry&nbsp;ed \u00e8&nbsp;merito&nbsp;dello&nbsp;studio&nbsp;dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 Rutgers negli&nbsp;Stati Uniti d\u2019America, capitanati dal professor&nbsp;Yuwei&nbsp;Gu.&nbsp;L\u2019idea&nbsp;\u00e8 nata&nbsp;semplicemente osservando la&nbsp;natura. Infatti,&nbsp;esistono&nbsp;sostanze&nbsp;naturali&nbsp;simili alla&nbsp;plastica,&nbsp;chiamate&nbsp;polimeri,&nbsp;che svolgono la loro funzione per poi scomparire.&nbsp;Questi polimeri sono&nbsp;tenuti insieme&nbsp;da legami chimici deboli, la cui semplice rottura facilita la loro&nbsp;scomparsa&nbsp;nel tempo. Al contrario,&nbsp;la&nbsp;plastica tradizionale&nbsp;\u00e8&nbsp;tenuta insieme&nbsp;da legami chimici molto forti che la&nbsp;fanno durare a lungo e&nbsp;ne&nbsp;rendono&nbsp;difficile&nbsp;la&nbsp;distruzione.&nbsp;A&nbsp;Yuwei&nbsp;Gu&nbsp;\u00e8&nbsp;bastato&nbsp;quindi&nbsp;copiare&nbsp;la natura per&nbsp;rendere questi legami pi\u00f9 facili da rompere quando&nbsp;lo si ritiene&nbsp;necessario, senza indebolire&nbsp;la plastica&nbsp;durante l\u2019uso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta ricerca apre la strada a plastiche pi\u00f9 responsabili&nbsp;per l\u2019ambiente.&nbsp;Possiamo progettare la stessa plastica in modo che scompaia in pochi giorni, mesi o addirittura anni\u201d ha detto&nbsp;Yuwei&nbsp;Gu,&nbsp;che ora&nbsp;sta&nbsp;studiando&nbsp;come utilizzare questa sua nuova scoperta in modo sicuro&nbsp;per gli esseri viventi&nbsp;e per&nbsp;l\u2019ambiente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, non tutti&nbsp;gli esperti&nbsp;sono convinti che questa innovazione nasca esclusivamente da una reale preoccupazione per l\u2019ambiente.&nbsp;Questi ultimi fanno leva sul fatto che&nbsp;una plastica dalla durata programmabile possa rivelarsi particolarmente vantaggiosa per i grandi produttori,&nbsp;alcuni dei quali finanziatori della suddetta ricerca,&nbsp;che avrebbero cos\u00ec la possibilit\u00e0 di controllare in modo pi\u00f9 preciso il ciclo di vita dei propri prodotti. La capacit\u00e0 di stabilire quando un materiale smette di esistere solleva infatti interrogativi su chi detenga davvero questo potere decisionale: il consumatore finale o l\u2019industria che progetta il materiale?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo questa interpretazione, la nuova&nbsp;tecnologia&nbsp;descritta&nbsp;potrebbe&nbsp;s\u00ec essere una svolta ecologica, ma anche correre il&nbsp;rischio&nbsp;di trasformarsi in una nuova forma di obsolescenza programmata, questa volta giustificata da motivazioni ambientali. In questo scenario, i prodotti verrebbero progettati per durare meno di quanto potrebbero, spingendo a una sostituzione, e dunque a un acquisto,&nbsp;pi\u00f9 frequente. Ecco, quindi, come&nbsp;l\u2019introduzione di materiali destinati a degradarsi nel tempo potrebbe, paradossalmente, incentivare un consumo pi\u00f9 rapido anzich\u00e9 ridurlo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Resta quindi aperta la domanda: ci troviamo davvero di fronte a&nbsp;una strada pi\u00f9 responsabile per l\u2019ambiente&nbsp;oppure a un&nbsp;nuovo&nbsp;modo pi\u00f9 sofisticato per aumentare i ritmi di produzione e consumo?&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a pu\u00f2 esistere una&nbsp;plastica che svolge il proprio compito per poi scomparire&nbsp;quando lo decidiamo noi? 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