Le email fra alcuni dirigenti dell’Istituto Nazionale di Sanità americano, organizzazioni no-profit e l’Istituto di Virologia di Wuhan dimostrano il supporto degli USA agli esperimenti cinesi sui virus SARS
Alcune email fino a ora inedite, come quella del 27 gennaio 2020, sono la prova che l’Istituto Nazionale di Sanità americano (NIH) ha finanziato alcuni esperimenti di ingegneria genetica dell’Istituto di Virologia di Wuhan. Finalizzati a rendere più contagiosi i virus della famiglia del COVID-19, gli studi condotti nel laboratorio cinese appena prima dello scoppio della pandemia sono decisamente sospetti. Alla luce di queste nuove fonti gli USA sembrano sempre più responsabili per la pandemia da COVID-19. Il nome tecnico della tipologia di esperimenti di cui stiamo parlando è “gain of function”. Consistono in manipolazioni dei virus tramite tecniche di ingegneria genetica, con l’obiettivo di potenziarli per finalità di ricerca scientifica. I dubbi sulla provenienza del virus emergono già dai primi momenti dello scoppio della pandemia. Anthony Fauci, ex direttore dell’Istituto Nazionale di Sanità americano, ha sempre negato un coinvolgimento americano negli esperimenti sui SARS, almeno fino a pochi giorni fa. Durante le udienze al Congresso americano, risalenti al 2021, Fauci afferma: “a Wuhan non si conducevano studi di gain of function, il NIH non ha finanziato questo tipo di ricerca”. Le email che stanno mettendo Fauci e il NIH sotto scacco sono state ottenute grazie a una recente inchiesta dell’ organizzazione no-profit “U.S. Right to Know”, la quale è riuscita ad accedere a svariati documenti. Tra questi ci sono numerosi scambi, avvenuti tramite email personali, fra Anthony Fauci e altri dirigenti dell’Istituto di Sanità americano e di organizzazioni affini, come Peter Daszak, Greg Folkers e David Morens, con alcuni ricercatori dell’Istituto di Virologia di Wuhan, fra cui la virologa di fama mondiale Shi Zhengli. Le email testimoniano finanziamenti americani nei confronti dei progetti cinesi. Nell’ultima udienza al Congresso Americano, avvenuta il 20 gennaio, Fauci ha però ammesso che il NIH ha finanziato l’Istituto di Virologia di Wuhan e di essere stato messo al corrente degli studi sui virus della famiglia SARS. Dalle email sappiamo che i finanziamenti sono giunti al centro di ricerca cinese attraverso una serie di organizzazioni no-profit che avevano ricevuto fondi direttamente dal NIH e Fauci, in udienza, conferma di essere stato al corrente dei rapporti fra queste organizzazioni e il laboratorio di Wuhan e della destinazione dei finanziamenti per gain of function.
Ci sono varie incongruenze fra ciò che Fauci ha sostenuto negli anni passati, ciò che emerge dalle email, in cui si parla in modo esplicito di gain of function, e dall’ultima udienza. A rendere ancora più sospetta e nebulosa la situazione ci sono i provvedimenti assunti da Biden lo scorso 20 gennaio. L’ormai ex presidente ha infatti concesso a Fauci una garanzia preventiva per proteggerlo da possibili procedimenti
giudiziari. Trump aveva già espresso, in numerose interviste, la volontà di approfondire il caso e punire i colpevoli, perciò l’azione di Biden può facilmente essere interpretata come un tentativo di protezione nei confronti di un colpevole. Le email, le contraddizioni di Fauci e i provvedimenti di Biden sembrano far già emergere la verità. È ormai impossibile negare un coinvolgimento del NIH negli esperimenti di potenziamento dei virus SARS condotti a Wuhan ed escludere la responsabilità di Fauci. Ciò che resta da capire è perché siano stati finanziati tali esperimenti e quali intenzioni hanno portato il virus fuori dal laboratorio. Attendiamo ora di vedere come il neo presidente Trump si muoverà per fare ulteriore chiarezza e giustizia in questa situazione.